Dossier: Il fenomeno MP3
A cura di Francesco Celli, Gabriele Favrin e Vanni Torel
Articolo pubblicato su Amiga Life 110 (aprile 2000)
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che rispecchino lo stato attuale dei programmi, le posizioni delle persone
interpellate o degli autori stessi.
Contenuti
Introduzione
MP3, un termine ormai di moda, simbolo di libertà e anarchia spesso incontrollata. Cosa si cela dietro la sigla che ha varcato i confini del mondo informatico approdando alla stampa non specializzata, diventando oggetto di inchieste televisive e fonte di incubi per i manager delle major discografiche? Cos'è un MP3? Come fruirne su Amiga?
Breve storia
L'MPEG Layer 3 (universalmente conosciuto come MP3) è un
formato di compressione audio il cui progetto risale alla seconda
metà degli anni Ottanta. Ciò non deve stupire: la
tecnologia alla base dei comuni CD musicali (Compact Disk Digital
Audio) ha ormai quasi vent'anni. Ed è proprio a causa delle
ingenti dimensioni di un brano CDDA che, nel 1987, è
iniziata, al Fraunhofer Institute, la ricerca su quello che, di
lì a un decennio, sarebbe diventato il nuovo modo di
registrare e diffondere la musica.
Poiché anche un solo minuto di audio digitale in
qualità CD (16 bit, 44.1KHz) occupa parecchi MB, si
è cercata una soluzione per ridurre le dimensioni dei dati
mantenendo una qualità comparabile se non pari a quella
originale. La strada prescelta è stata quella di una
comprssione "lossy", nella quale, cioè, parte
dell'informazione originale viene eliminata. La compressione MP3 opera
sulla base del modello psicoacustico umano, rimuovendo quelle frequenze
che il nostro orecchio non è in grado di percepire (per
maggiori informazioni fare riferimento al riquadro tecnico) e arrivando
a rapporti di compressione sin anche di 12 a 1!
In realtà lo standard MP3 non garantisce sempre
l'eliminazione delle sole frequenze superflue. Talvolta, complici
limiti dell'algoritmo stesso, bitrate di compressione troppo bassi o
programmi che puntano più sulla velocità che
sulla qualità finale, vengono tagliate anche frequenze che
rientrerebbero in quelle umanamente percepibili, con il risultato di
rendere certi brani (soprattutto di tipo classico) inascoltabili dai
fruitori più esigenti. In questo senso l'MP3 è
stato superato, sia per resa finale, sia per rapporto di compressione
rispetto al bitrate usato, da algoritmi come VQF, WMA (che,
analogamente a MP4, offre fra l'altro una discreta protezione del
copyright) o il nuovo MPEG-4, la cui parte audio prevede motori di
codifica specifici per diverse tipologie di audio (parlato, suoni
sintetizzati, ecc) ed il supporto dell'audio 3d.
Perché, dunque, tanto interesse verso un formato
già "vecchio"? Le ragioni vanno ricercate nella tremenda
diffusione di file MP3 (legali e meno legali) che alimenta un crescente
mercato di lettori MP3 portatili, software di codifica e decodifica
ecc. Inoltre c'è da considerare il fatto che lo standard
è aperto e liberamente utilizzabile (sebbene per talune
applicazioni sia comunque necessario pagare una licenza al Fraunhofer
Institute), a differenza di quanto accade per VQF (sistema proprietario
di Yamaha) e WMA (dell'immancabile Bill Gates). Inaspettatamente, poi,
la tecnologia MP3 attrae anche i discografici, che già
pensano alla vendita in rete con abbattimento quasi totale dei costi di
distribuzione.
E su Amiga?
Lo standard MP3 inizialmente non ha destato molto interesse fra gli
utenti Amiga a causa delle pesanti richieste hardware e della scarsa
ottimizzazione dei primi player rilasciati, i classici port Unix, che
faticavano anche su 68060.
La svolta avviene nel marzo '97, quando Stéphane Tavenard,
allora studente liceale, rilascia la prima versione compatibile MP3 di
MPega, un comando shell in grado di offrire discreti risultati anche su
'040. Nei mesi successivi il programma viene aggiornato ed ottimizzato
(e tutto ad opera di un giovanissimo!) presentando incrementi di
prestazioni chiaramente percettibili di versione in versione. A
novembre dello stesso anno il codice del decoder è scisso
dall'interfaccia shell e trasformato in una libreria utilizzabile da
chiunque voglia includere nel proprio prodotto un veloce supporto MP3
(con alcune limitazioni nelle frequenze di riproduzione utilizzabili:
la decodifica MP3 non è comunque un compito pensato per i
68k). A giugno dell'anno successivo viene rilasciata una versione PPC
della libreria. Ed è boom, tanto che, secondo alcuni, il
successo delle schede PPC è dovuto anche alla
disponibilità di tale libreria.
Attualmente la mpega.library, disponibile anche in versione WarpOS
grazie al port di Steffan Hauser, è alla base della maggior
parte dei player MP3 ed è utilizzata dai programmi di
masterizzazione per effettuare la conversione, anche in tempo reale, su
PPC, dei file MP3 in formato CDDA (per maggiori informazioni vi
rimandiamo allo "speciale masterizzazione" di Amiga Life 108).
Vediamo ora i principali player MP3 Amiga.
Ascoltare MP3
SongPlayer (giftware)
Realizzato da Tavenard (un nome, una garanzia) è un buon player con interfaccia MUI. Oltre a MP2 e MP3 (ovviamente gestiti tramite mpega.library), può leggere diversi altri formati, compreso CDDA. Supporta l'audio a 14 bit, una playlist e interessanti funzioni di visualizzazione grafica dei livelli audio, equalizzazione ed espansione stereo. Consigliato anche agli utenti dotati del solo 68k.
AmigaAMP (freeware)
Ispirato al celeberrimo WinAMP per PC, ne importa la filosofia modulare, il concetto di "skin" (supporto per diversi stili grafici) e di plugin per la visualizzazione grafica in tempo reale della forma d'onda del brano. Per la decodifica MP2/MP3 può usare sia la mpega.library, sia un motore interno basato sul player Unix AMP. Necessita di AHI ed è esplicitamente indirizzato agli utenti di macchine espanse, ma le funzionalità sono di tutto rispetto: ottimo aspetto grafico, editor delle ID3 tag, parziale supporto dello streaming MP3 (per asscoltare le radio in rete), plugin in abbondanza (anch'essi destinati agli utenti di hardware avanzato) ed un potente equalizzatore a dieci bande.
AMPlifier (shareware)
Questo programma, noto in precedenza con il nome MPEGPlay, esteticamente presenta una GUI simile a quella di AmigaAMP/WinAMP. Le caratteristiche non sono dissimili, se non per la mancanza di plugin grafici. La vera differenza è data dal supporto diretto delle schede Melody, Peggy+ e dell'unità Full Motion Video del CD32. In assenza di esse è comunque possibile ricorrere alla decodifica software basata su mpega.library ed AHI.
TMLG (shareware)
"The Mpega Library GUI" fa ciò che il nome dice: offre un'interfaccia grafica per l'ascolto degli MP3 tramite mpega.library. Rispetto agli altri player offre un miglior controllo del buffer di lettura (utile quando il file si trova su CD e frequenti accessi tengono troppo attivo il motorino) ma i suoi pregi finiscono qui.
Creare MP3
Se l'ascolto degli MP3 è un compito per il quale i 68k possono essere ancora impiegati, la loro creazione è al contrario improponibile, anche considerando che gli encoder Amiga sono prevalentemente port di programmi in C per nulla ottimizzati. Se a questo si aggiunge la difficoltà di disporre di programmi basati sugli algoritmi del Fraunhofer Institute (a causa degli alti costi delle licenze) la situazione non appare delle più rosee. Ma gli utenti Amiga non si arrendono...
Pegase 68k/PPC (eseguibile e sorgenti sotto licenza GPL)
Questo encoder, limitato al solo standard MP2 (che quindi richiede l'utilizzo di bitrate maggiori con conseguente aumento delle dimensioni dei file), è meritorio di citazione in quanto consente agli utenti di 68k, grazie alle estese ottimizzazioni, di creare MP2 in un tempo di poco superiore alla durata dell'audio originale.
Lame 68k/PPC (freeware)
Convenientemente utilizzabile solo con una scheda PPC, Lame è il port di un encoder multipiattaforma. Si tratta del primo encoder Amiga a fornire una qualità audio di tutto rispetto combinata a tempi di codifica accettabili (un terzo in più della durata del brano originale, sui processori 604).
NCoder 68k/PPC/WarpOS (commerciale)
NCoder, nella sua versione commerciale, unisce alta velocità (sotto PPC la codifica, per la prima volta su Amiga, richiede un tempo minore rispetto alla durata del file sorgente!), a qualità: grazie a un'abile trovata è stato possibile basarsi sugli algoritmi del Fraunhofer Institute pur realizzando un prodotto commerciale.
BladeENC 68k/PPC (freeware)
BladeENC è un buon encoder studiato per offrire una qualità audio maggiore a patto di utilizzare bitrate alti (da 160 in poi). Il port Amiga è disponibile per 68k e PPC.
SecondSpin
Nonostante venga presentato come un encoder, SecondSpin altro non è se non una imponente GUI (o per meglio dire un "Front-end") per gestire una nutrita serie di programmi di estrazione, conversione, codifica e decodifica MP2 e MP3.
Approfondimenti
Intervista con...
l'avvocato del diavolo
A cura di Gabriele Favrin e Francesco Celli
Nota: questa intervista risale al 2000 ed è quindi antecedente alle numerose leggi successive che hanno seriamente inasprito le pene, prevedendo il reato specifico di condivisione online tramite "peer to peer" di opere protette e la denuncia anche dei fruitori, nonché restrizioni sul diritto di copia ad uso personale di contenuti legalmente acquistati ma protetti da sistemi anti-copia.
Per avere qualche ragguaglio in più sulla liceità dei file MP3 ci siamo rivolti al Dr. Davide L. Petraz, socio di Kivial (http://www.kivial.it), una giovane e dinamica azienda operante nel settore delle telecomunicazioni interattive.
D: Il formato MP3 è ormai sinonimo di un'anarchica libertà musicale su Internet. In che termini esso può essere considerato uno strumento di pirateria?
R: Tale formato può sicuramente essere considerato uno strumento di pirateria se infrange con la sua diffusione il diritto d'autore. Spesso, infatti, questo mezzo viene utilizzato per la vera e propria diffusione di materiale commerciale senza esplicite licenze ed autorizzazioni, e quindi per la maggior parte del suo utilizzo in rete, il contenuto dei file in formato MP3 può essere considerato illegale, e quindi incluso nella definizione di pirateria informatica.
D: In rete capita spesso di trovare siti che definiscono legale il "download" di brani commerciali se si possiede l'originale, a scopo valutativo o se il file verrà cancellato entro 24 ore. È vero?
R: La dicitura riportata viene spesso utilizzata da siti americani, dove però il sistema legale è differente da quello italiano, su cui mi sto esprimendo. Per valutare la correttezza e la veridicità di tale affermazione ci si dovrebbe informare sulle sentenze emesse riguardo questo argomento. Inoltre, si tenga presente che negli Stati Uniti la buona fede non è priva di conseguenze quando non corrisponde a realtà.
D: Chi possiede un CD può convertirne i brani in formato MP3 a scopo di backup? Ed è lecito poi scambiare questi brani con gli amici o inserirli in rete?
R: La prima parte della domanda ha risposta affermativa: è certamente possibile convertire i brani di un CD audio regolarmente acquistato, se i file MP3 risultanti vengono poi gestiti "per uso personale" dalla persona che possiede il CD stesso. Non è invece possibile scambiare o distribuire tali brani, poiché si rischia di infrangere il diritto d'autore, e quindi di incorrere in sanzioni anche penali.
D: Che cosa rischiano sul piano legale coloro che creano un sito contenente file MP3 "illegali"? E cosa rischia, invece, chi scarica da tali siti?
R: Chi distribuisce illegalmente file audio MP3, in Italia, può essere soggetto sia a procedimento civile sia penale (quest'ultimo incorre però molto raramente). Il procedimento civile porta al sequestro del "sito" contenente i file incriminati e al pagamento di un risarcimento per la violazione di diritti d'autore. Questo stesso trattamento può essere valido anche per chi detiene MP3 "illegalmente" (di cui non possiede cioè una copia originale), anche se abitualmente le case discografiche e più in generale i titolari del diritto d'autore si limitano a bloccare i siti che distribuiscono il materiale illegale, non potendo poi occuparsi di compiere una più approfondita ricerca su coloro che si limitano invece semplicemente a "scaricare" tale materiale dai siti Internet.
D: Le case discografiche come stanno pensando di arginare la diffusione su Internet di canzoni protette da diritto d'autore?
R: La prima e più ovvia azione intrapresa dalle case discografiche è sicuramente quella di bloccare i siti che distribuiscono illegalmente i brani degli artisti a contratto, cercando di arginare tale fenomeno e comunque di creare dei "precedenti" legali per poter agire poi sulla base di questi in modo rapido e veloce.
D: Veniamo a un altro aspetto del fenomeno. Gli MP3 sono spesso utilizzati da bande emergenti o di carattere locale per farsi conoscere. Le case discografiche non gradiscono e la SIAE si è espressa contro questo fenomeno. È legale, nel nostro paese, immettere propri brani in rete?
R: È legale solamente se vengono assolti i diritti alla SIAE e se la casa discografica dà il suo assenso a tale diffusione (o non lo vieta esplicitamente in sede di contratto). Le case discografiche ovviamente non gradiscono la diffusione in rete in quanto abbassa potenzialmente le vendite tramite i canali ed i supporti tradizionali.
D: Lo "streaming MP3" ha portato alla nascita di emittenti "radio" che trasmettono MP3 24 ore al giorno. È un fenomeno legale?
R: Se i file audio trasmessi sono conformi a quanto sopra (in materia di diritto d'autore e assolvimento di diritti SIAE o simili) è legale.
Gli autori ringraziano Luca Danelon per aver reso possibile l'intervista.
Il formato MP3
L'articolo dedicato al formato MP3 è stato scritto da Vanni Torelli.
E Napster?
A cura di Francesco Celli
Partendo dal presupposto che illegale non è il formato MP3, in quanto algoritmo, ma eventualmente il contenuto dei file audio con esso compressi, Napster Inc. ha creato nel 1999 il tool "Napster", un vero e proprio uovo di colombo, proponendolo come tangibile alternativa alle estenuanti ricerche su WEB o in FTP.
Cos'è
Napster nasce esclusivamente come programma gratuito (e tale
è il servizio) di condivisione di file MP3 tra utenti
collegati ad una rete (network) di server dedicati, similarmente a
quanto accade con i protocolli di chat IRC o ICQ; il concetto
è più o meno uguale, ma, oltre alla semplice
chiacchierata, l'interesse principe, utilizzando Napster, è
quello dello scambio file: una sorta di "do ut des" telematico.
Se si considera la quantità di materiale in linea, suddiviso
nelle varie "librerie" messe a disposizione dagli utenti stessi,
è facile comprendere come esso sia riuscito ad avere un
seguito così vasto in poco tempo; prova ne sono
l'inadeguatezza iniziale dei server, che non riuscivano a far fronte
all'afflusso di utenti attratti dalla novità, e le
"attenzioni" che le case discografiche americane (unite sotto l'egida
della R.I.A.A.) hanno riservato di recente a questa iniziativa.
Amster
Per aggregarsi alla comunità Napster è necessario
possedere un client apposito e la nostra piattaforma può
contare su ben due programmi: ANapster e Amster, entrambi freeware e
realizzati grazie alla diffusione, da parte della comunità
Linux, del sorgente e della documentazione sul protocollo usato.
Ambedue sono basati su MUI, l'interfaccia grafica di Stefan Stuntz, ma
il primo, non molto stabile, non ha incontrato gli stessi favori del
secondo, Amster, attualmente giunto alla versione 0.5, presa da noi in
esame.
Le richieste di Amster sono minime: AmigaOS 3.0, MUI (con le classi
NList.mcc e Lamp.mcc), e uno stack TCP.
L'installazione non presenta particolari complessità,
basterà semplicemente copiare i contenuti dell'archivio in
un cassetto a piacere o, in alternativa, utilizzare lo script fornito
nell'archivio.
Eseguito il programma, tradotto in italiano da ATO, è
indispensabile specificare nel menù di configurazione i dati
relativi all'acconto da creare (nome, password ed e-mail), il tipo di
collegamento di cui si dispone e la directory per il download. Tra le
preferenze è inoltre possibile impostare il server a cui
collegarsi (in questo caso è consigliabile lasciare quello
predefinito).
Una volta connessi sarà sufficiente indicare una chiave di
ricerca e nella lista sottostante verrà visualizzato
l'elenco dei file che avranno soddisfatto la richiesta. Gli MP3
verranno quindi catalogati mostrando nome, frequenza (espressa in Hz),
compressione (in KBPS), dimensioni, pseudonimo e tipo di linea
dell'offerente; una "lampadina" alla sinistra di essi
aiuterà poi a stabilire, in base al colore, la
velocità del "link" remoto.
In caso si voglia "scremare" liste troppo corpose sarà
possibile attivare, tra le "Opzioni di ricerca avanzata", i filtri,
ottenendo così risultati più mirati e selettivi
(relativamente a frequenza, bitrate e tipo di linea).
Come per il DCC di IRC, il trasferimento dei file avverrà
direttamente tra i due client, senza passare per il server e subirne
eventuali rallentamenti.
A partire dalla recentissima 0.5 (uscita a poche ore dalla chiusura del
numero e recensita in extremis), sono stati aggiunti il resume, la
funzione di condivisione e, ulteriore interessante novità,
il supporto ARexx. Altre piccole modifiche sono state apportate alla
disposizone degli elementi della GUI e alla finestra di download, che
ora fornisce informazioni più dettagliate sui trasferimenti
in corso.
Nel complesso, Amster risulta stabile e ben realizzato, quantunque
permangano delle mancanze rispetto alla controparte Windows (quelle
nella chat su tutte) e dei bug a cui gli autori, Gürer
Özen e Jacob Laursen, hanno promesso di provvedere sin dai
prossimi rilasci.